Fotografare l’eclissi del 12 agosto: una guida essenziale per triestini e non solo!

Premesse

Fotografare un’eclissi solare non è semplice. Richiede una buona padronanza della propria attrezzatura e la capacità di gestire rapidamente tempi, diaframmi, ISO e messa a fuoco. Durante l’eclissi non è il momento di imparare a usare la macchina fotografica: la tecnica deve essere già acquisita.
A Trieste l’eclissi del 12 agosto sarà particolarmente interessante, con una copertura del Sole intorno al 90%.
Attenzione: non è detto che la fotografia migliore sia quella che mostra soltanto il disco solare. L’eclissi può diventare anche una fotografia ambientata, nella quale il fenomeno dialoga con il paesaggio, un edificio, una persona o un elemento del territorio

Prima di tutto: la sicurezza

Per osservare l’eclissi a occhio nudo sono indispensabili appositi occhiali per eclissi, certificati secondo gli standard di sicurezza vigenti. Non utilizzare normali occhiali da sole, pellicole, vetri affumicati o altri filtri improvvisati.

Mai guardare il Sole attraverso il mirino ottico e mai fotografarlo senza un adeguato filtro solare. È indispensabile un filtro solare certificato, montato davanti all’obiettivo. I normali filtri ND fotografici, anche molto scuri, non devono essere considerati una protezione sicura per osservare o fotografare il Sole.

Da Wikipedia

L’attrezzatura

Per fotografare il disco solare servono focali lunghe: indicativamente 300–600 mm su Full Frame o equivalenti su APSC e altri formati, eventualmente con un moltiplicatore. Un treppiede è consigliabile con le focali più lunghe.
Per una fotografia ambientata – per noi più interessante – possono essere indicate anche focali più corte: qui la scelta dipende soprattutto dalla composizione che si vuole ottenere.

Le impostazioni

È indispensabile lavorare in manuale, scattando in RAW.

  • ISO: 100 o il valore nativo più basso.
  • Diaframma: f/8 come punto di partenza.
  • Messa a fuoco: manuale, regolata sul Sole.
  • Bilanciamento del bianco: fisso, per mantenere uniformità tra gli scatti.
  • Esposizione: manuale, controllando istogramma e alte luci.

Non esiste un tempo di scatto valido per tutta l’eclissi perché la luminosità cambia continuamente. Meglio quindi fare alcune prove e controllare spesso l’esposizione.
Una volta trovata la corretta messa a fuoco, conviene passare al fuoco manuale e non modificarlo più. L’ingrandimento sul display può aiutare a verificare la nitidezza del bordo solare.

Buenos Aires, Argentina. Eclissi totale del 2 luglio 2019
(AP Photo/Marcos Brindicci)

Scattare e comporre

È preferibile realizzare più scatti, eventualmente variando leggermente l’esposizione, invece di affidarsi a una sola immagine.
Soprattutto, pensiamo alla composizione. Un campanile, una montagna, un albero, un edificio o una persona possono trasformare la semplice documentazione del fenomeno in una fotografia più narrativa.
In questo caso è fondamentale scegliere prima il punto di ripresa e verificare dove si troverà il Sole durante le diverse fasi dell’eclissi. Un sopralluogo, quando possibile, è sempre utile.

Prepararsi prima!

Il consiglio più importante è semplice: provare tutto prima del 12 agosto. Montare l’attrezzatura, applicare il filtro, verificare la messa a fuoco, fare qualche prova di esposizione e controllare l’inquadratura.
Perché anche un’eclissi, come ogni altro soggetto, non si limita a essere osservata: può essere interpretata.