Alla mostra Mestieri un incontro a più voci dedicato al riciclo

Mestieri, la mostra organizzata dalla nostra associazione, accoglie anche un incontro sul tema del riciclo.

Informazioni sull’incontro

Interverranno:

Elena Orlini
Sartoria Sociale Lister

Francesca Tonsi
Laboratorio Cartastraccia – Trieste

L’incontro sarà moderato da Paolo Bullo e si svilupperà in forma di conversazione aperta al pubblico, offrendo spunti di riflessione sul significato del riuso nella società contemporanea, sul ruolo dell’artigianato nella diffusione di pratiche sostenibili e sul valore umano e culturale della trasformazione della materia.

📅 Giovedì 18 giugno 2025
🕠 Ore 17.30
📍 Magazzino 26 – Porto Vecchio di Trieste
📷 Nell’ambito della mostra fotografica “Mestieri”
🎟️ Ingresso libero

Il riuso come nuova possibilità

Viviamo in un’epoca in cui il concetto stesso di rifiuto sta cambiando significato. Sempre più spesso ciò che viene considerato uno scarto non rappresenta la fine di un percorso, ma l’inizio di una nuova possibilità. Carta, tessuti, legno, metalli e molti altri materiali possono essere recuperati, trasformati e restituiti alla collettività sotto forme diverse, grazie alla creatività, alla competenza artigianale e a una crescente sensibilità verso la sostenibilità.

Una pratica antica

In realtà, il riciclo non è una conquista esclusivamente moderna. Per gran parte della storia dell’umanità, recuperare e riutilizzare materiali è stato un comportamento naturale. In società caratterizzate da risorse limitate, quasi nulla veniva gettato: gli abiti venivano rattoppati, gli utensili riparati, gli oggetti trasformati per nuovi utilizzi. Lo spreco, per come lo conosciamo oggi, è un fenomeno relativamente recente.

Anche la storia della carta racconta questa lunga tradizione di recupero. Già nel Medioevo e nel Rinascimento, gran parte della carta prodotta in Europa nasceva dal riciclo di stracci di lino e canapa raccolti e lavorati nelle cartiere. Ciò che oggi definiamo economia circolare era, allora, una necessità quotidiana e una pratica consolidata.
Nel Novecento, e in particolare durante le due guerre mondiali, il recupero dei materiali assunse un’importanza strategica. Carta, metalli, vetro, gomma e tessuti venivano raccolti sistematicamente per essere reimpiegati nell’industria e nello sforzo bellico. Manifesti e campagne pubbliche invitavano i cittadini a conservare ogni materiale utile, trasformando il riuso in un dovere civico oltre che economico.

Dal bisogno alla consapevolezza ambientale

È però tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio degli anni Settanta che il tema assume una nuova dimensione culturale.
La crescita dei consumi e la consapevolezza dei limiti delle risorse naturali favoriscono la nascita del moderno pensiero ambientalista. Una data simbolica è il 1970, anno della prima Giornata della Terra (Earth Day), che contribuì a diffondere una nuova attenzione verso la tutela dell’ambiente e la necessità di ridurre gli sprechi.

Da allora il riciclo non è più soltanto una risposta alla scarsità delle risorse, ma diventa una scelta consapevole. Si afferma l’idea che i materiali possano conservare valore anche dopo aver esaurito la loro funzione originaria e che la sostenibilità non riguardi soltanto la gestione dei rifiuti, ma il modo stesso in cui produciamo, consumiamo e attribuiamo significato agli oggetti.

Artigianato, memoria e trasformazione

In questo contesto, il mondo dell’artigianato assume un ruolo particolarmente interessante. Il recupero creativo non si limita a evitare lo spreco, ma diventa un processo capace di generare bellezza, identità e valore sociale. Ogni materiale recuperato conserva infatti una memoria: la traccia di un utilizzo precedente che, attraverso il lavoro umano, viene reinterpretata e trasformata.

È proprio in questa prospettiva che si incontrano esperienze come quelle della Sartoria Sociale Lister e del Laboratorio Cartastraccia di Trieste. Pur operando con materiali differenti, entrambe le realtà condividono una visione comune: restituire nuova vita a ciò che rischierebbe di essere dimenticato.

Da un lato, tessuti e materiali recuperati si trasformano in borse, zaini e accessori che uniscono funzionalità, design e inclusione sociale. Dall’altro, la carta recuperata diventa materia per la creazione artistica, per l’espressione creativa e per percorsi educativi che invitano a riflettere sul valore del riuso. In entrambi i casi il risultato non è soltanto un nuovo oggetto, ma una nuova narrazione.
Il riciclo, dunque, non riguarda esclusivamente l’ambiente. Riguarda il nostro rapporto con il tempo, con il lavoro e con la materia. Ci invita a guardare oltre l’apparenza delle cose e a riconoscere il potenziale nascosto in ciò che viene considerato superato o inutilizzabile.

In un mondo caratterizzato dalla velocità e dalla cultura dell’usa e getta, il recupero creativo rappresenta un gesto di attenzione e di responsabilità. È una pratica che guarda al futuro, ma che affonda le proprie radici in una sapienza antica: quella di saper riconoscere valore nelle cose, anche quando sembrano aver concluso il loro percorso.
L’incontro organizzato nell’ambito della mostra fotografica Mestieri nasce proprio da questa riflessione. Attraverso il dialogo tra esperienze diverse ma accomunate dagli stessi principi, sarà possibile esplorare il significato contemporaneo del riuso e comprendere come sostenibilità, creatività e artigianato possano contribuire a costruire una cultura più consapevole delle risorse e delle opportunità che ci circondano.

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